L’ Artrosi e la Protesi d’anca

L’anca o articolazione coxo femorale è l’articolazione tra cavità acetabolare e testa del femore. Tale articolazione è dotata di notevole stabilità ma nello stesso tempo permette un’ampia escursione articolare fondamentale per l’arto inferiore e le sue esigenze funzionali.

Anatomia  L’anca è un’enartrosi o articolazione a sfera che connette la cavità acetabolareA00213F03 (porzione a coppa) e la testa femorale (porzione a sfera), esse risultano strettamente in rapporto. Tale morfologia spiega la stabilità intrinseca del giunto articolare potenziata inoltre da una robusta capsula e dalla presenza di legamenti e muscoli che circondano l’anca. Le superfici articolari sono rivestite di tessuto cartilagineo che facilita il movimento dell’articolazione; l’usura della cartilagine articolare è alla base del processo artrosico. Normalmente tali strutture lavorano insieme sinergicamente ma qualsiasi problema che interessi ciascuna di esse può limitare la funzione articolare. 

L’ Osteoartrosi è la malattia muscolo-scheletrica più diffusa nella  nostra popolazione. In Italia ne soffrono circa 4 milioni di persone, circa il 17% della popolazione, precedendo ipertensione arteriosa total hip replacement(16%) e malattie allergiche (9,8%). 

L’artrosi è piu diffusa nelle donne rispetto agli uomini con 22,1% vs 12,1%. In rapporto all’età colpisce le persone più anziane: il 67,9% delle donne ed il 49,6% degli uomini over 75. 

La coxartrosi o artrosi dell’anca colpisce circa il 2-4% dei soggetti tra 40 e 70 anni e si divide equamente nei 2 sessi. E' una patologia cronico-degenerativa della cartilagine che riveste i capi articolari dovuta a un'usura degli stessi che progressivamente compromette la normale deambulazione.  A00377F08

Esistono due forme di coxartrosi: una primitiva, comune nell'età avanzata, e una secondaria, conseguente a deformità articolari congenite come la displasia dell'anca o a patologie traumatiche, infettive, reumatiche, o alla necrosi asettica della testa del femore. Il calcio, il rugby e la maratona sono stati tutti associati ad un’aumento dell’incidenza di coxartrosi; altri fattori di rischio sono rappresentati da obesità e qualsiasi turba statica che porti ad un sovraccarico funzionale di tale articolazione.150652522 56a6d96a5f9b58b7d0e51b21 Lo strato di cartilagine che riveste la testa del femore e la cavità acetabolare si assottiglia progressivamente fino a mettere a nudo l'osso sottostante e a creare uno sfregamento "osso contro osso". Quest'ultimo reagisce addensandosi e deformandosi con la produzione di escrescenze a forma di becco (osteofiti) che limitano il movimento. La capsula articolare si ispessisce e i muscoli si retraggono.

Come si manifesta?La Coxartrosi si palesa con dolore, limitazione funzionale dell’articolazione, rigidità che divengono progressivamente ingravescenti

Dolore La sede, la frequenza, la cronicità del dolore sono tutti aspetti importanti nella valutazione del paziente con artrosi dell’anca. Solitame4nte i pazienti con coxartrosi lamentano dolore al gluteo, al versante esterno della coscia, all’inguine e alla radice della coscia che spesso si irradia al ginocchio. La comparsa del dolore e la durata della sintomatologia sono importanti per differenziare le varie patologie: un esordio improvviso si correla generalmente con un evento traumatico-sportivo mentre la cronicità della sintomatologia algica indirizza verso il processo degenerativo artrosico.

Limitazione funzionale Interessa all’inizio l’abduzione e la rotazione interna fino a coinvolgere la flessione. Lo stadio avanzato della patologia si presenta con un atteggiamento viziato dell’arto in lieve flessione, adduzione e rotazione esterna dovuto alla retrazione muscolare e con eventuale zoppia. 

Riduzione del tono muscolare

Quando operarsi? 

La diagnosi di coxartrosi viene fatta dall’ortopedico dopo la visita e con ausilio della diagnostica per anca 3immagini: solitamente la semplice radiografia delle anche e del bacino è sufficiente ad inquadrare la patologia; talvolta può essere necessario anche un esame RMN o TC per approfondire determinati aspetti legati alla patologia ed all’eventuale trattamento chirurgico.

Bisogna operarsi quando la patologia implica una disabilità notevole per il paziente che in accordo con il Chirurgo Ortopedico opta per il trattamento di sostituzione protesica dell’anca solamente dopo che il trattamento incruento:farmacologico (farmaci antinfiammatori ed analgesici); infiltrativo (acido jaluronico); fisiochinesiterapico (tecarterapia, chinesiterapia); non abbia portato risultati soddisfacenti sulla qualità della vita del paziente stesso.

Storia della PTA La prima rudimentale protesi d'anca venne impiantata a fine  74166681 hipottocento dal chirurgo tedesco Glück. Le prime protesi d'anca metalliche furono ideate nel 1940 dal chirurgo americano Austin Moore. Il modello protesico disegnato da Moore è ancora oggi in uso ovviamente con le dovute modifiche. Per le prime protesi d'anca moderne costituite da stelo, testa del femore e acetabolo si è dovuto aspettare fino agli anni '70, a progettarle fu l’inglese John Charnley; da allora si cominciò a usare un materiale plastico il polietilene  posto all'interno dell'acetabolo e un particolare collante detto "cemento" per bloccare la protesi all’osso.  Le prime protesi d'anca non cementate furono progettate invece da McKee e Watson-Farrar (1960). Tuttavia, fu soltanto tra gli anni '70 e '80 che vennero perfezionati i materiali e le tecniche d'impianto.

Intervento ChirurgicoL’intervento di artroprotesi di anca consiste nella resezione della testa femorale, nella preparazione della cavità acetabolare e nell’impianto delle componenti protesiche rappresentate da: stelo femorale, testina femorale ( metallo o ceramica) più la componente acetabolare che si compone della coppa e dell’inserto (in polietilene). Esistono diverse vie di accesso chirurgico per raggiungere l’articolazione coxo femorale ed impiantare una protesi d’anca; le più utilizzate dal nostro gruppo sono le seguenti: laterale e posterolaterale 

L’intervento viene eseguito in anestesia spinale con iniezione praticata a livello della regione lombare.

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Post intervento Nel post intervento è fondamentale la riabilitazione. Il paziente inizierà quasi da subito, con l’aiuto del fisioterapista, ad eseguire esercizi per il recupero dell’articolarità. Successivamente si passa alla deambulazione: Il paziente aiutandosi con due bastoni canadesi (stampelle) comincia a riprendere un corretto schema del passo, a recuperare gradualmente la propriocezione dell’arto. L’utilizzo della tecnica chirurgica adeguata riveste un ruolo importante nel controllo del dolore post operatorio e di conseguenza nell’aiutare una rapida riabilitazione.

Controindicazioni Prima di eseguire un intervento di sostituzione protesica dell’anca bisogna valutare i rischi correlati alla procedura e al post intervento. Esistono infatti controindicazioni (assolute o relative) all’intervento: patologie cardiovascolari (IMA negli ultimi 6 mesi), patologie respiratorie o renali gravi, diabete scompensato, insufficienza vascolare arti, demenza, infezioni in atto, neoplasie, lesioni cutanee croniche, obesità severa, tossicomania, alcolismo, grave tabagismo.