Epicondilite (o “gomito del tennista”)

L’epicondilite/ epicondilalgia o gomito del tennista è un’affezione patologica che colpisce il gomito e interessa soprattutto i soggetti che praticano movimenti ripetitivi di tale articolazione come i tennisti. Questi non sono gli unici ad essere colpiti dall’epicondilite, essa interessa anche varie categorie  lavorative come: cuochi, pittori, pianisti, scrittori, body builder, lavoratori manuali in genere. landscape 1445711180 g tennis elbow 200465599 00

Alla base della patologia si riscontra una tendinopatia a carattere degenerativo che interessa il pacchetto dei tendini estensori che originano a livello dell’epicondilo omerale.

Come si manifesta?

Clinicamente si manifesta con dolore che compare quando si compiono movimenti ripetuti di polso, mano ed avambraccio. La sintomatologia algica può manifestarsi anche nelle ore di riposo e solitamente peggiora se non si prendono accorgimenti giusti. tennis elbow 1

La diagnosi è per lo più clinica, la diagnostica può essere utile con l’esame ecografico praticato a livello della regione peri epicondilare e può evidenziare la presenza di iperemia, microlesioni, degenerazione tendinea.

Esiste una terapia? La terapia si basa anzitutto sul riposo dalle attività lavorative e sportive: si consiglia al paziente di astenersi da quei movimenti che provocano dolore; molto spesso si ricorre all’ausilio di tutori. Per alleviare la sintomatologia algica il paziente può assumere FANS.

La terapia infiltrativa con cortisone o meglio con PrP  solitamente è molto efficace nel trattamento dell’epicondilite; in alternativa si può ricorrere alla terapia con onde d’urto.

Il trattamento chirurgico (artroscopico e quindi mininvasivo) rappresenta l’ultima spiaggia nel trattamento di tale patologia e consiste solitamente nella cruentazione della zona malata o nella disinserzione del pacchetto tendineo.

Il trattamento infiltrativo con Prp rappresenta una vera novità nel trattamento dell’epicondilite

PRP 011Il PrP , platelet rich plasma o plasma arricchito di piastrine è un derivato ematico importante perché ricco di piastrine. Le piastrine infatti rilasciano fattori di crescita come VEGF, IGF, EGF, FGF, PDGF oltre a citochine e chemochine in grado di modulare la risposta infiammatoria e  indurre neoangiogenesi e crescita tissutale.

Il PrP viene ottenuto da prelievo ematico autologo (cioè dello stesso paziente) che viene trattato mediante centrifugazione con dispositivi specifici e infiltrato sotto guida ecografica a livello dell’epicodilo.